Gli Infermieri Biellesi al XV Congresso Nazionale IPASVI -                                                
Immagini del viaggio ed impressioni







 

 

CONCLUSIONI PERSONALI

 

Per una giovane infermiera quale sono io, aver avuto la possibilità di partecipare a Firenze ad un evento di tale portata 

(Congresso Nazionale Federazione Ipasvi ) è stata un’immensa opportunità di confronto e di consapevolezza, una ulteriore presa di coscienza rispetto la professione infermieristica, al suo percorso a quello che si è concretizzato con fatica per merito di molti infermieri di tutte le aree, dai coordinatori ai dirigenti ai ricercatori e dalla rappresentanza professionale,  di quello che negli anni è stato realizzato con fatica. Ascoltare ed apprendere l’eccellenze in infermieristica esposte dai relatori di questo congresso, partecipare alla rassegna dei progetti più innovativi del nostro futuro; comprendere verso quale direzione ci vogliamo muovere, il ruolo che ricopriamo e quello che assumeremo; toccare con mano l’evoluzione, farla propria, avere  maggiore consapevolezza di chi era, chi è, ma soprattutto chi sarà l’infermiere del futuro, di chi sarò io, dentro una sanità in evoluzione è stata  una grandissima esperienza. Eravamo circa 4500 infermieri provenienti da tutta Italia,  il pensiero prevalente in quei primi momenti era rivolto a quanti colleghi non hanno potuto prendere parte all’incontro, perché sul lavoro o perché poco interessati all’evento; sono stata soprattutto colpita dalla scarsa  presenza di giovani infermieri e la mia riflessione pone la necessità di  sensibilizzare fin dai corsi di laurea  le coscienze dei nuovi arrivati.

Molto emozionanti sono stati gli interventi della Presidente della  Federazione Nazionale Collegi Ipasvi  dottoressa Annalisa Silvestro, che nel discorso introduttivo e in quello conclusivo, con il solito carisma,  ha tracciato le linee della professione per il prossimo futuro, ogni parola si trova scritta  nel giornale “L’ infermiere”,  prima edizione del 2009 ma credetemi ascoltarli dal vivo non ha eguali .

Altro momento importante e pieno di suggestioni è stato la proclamazione  del nuovo CODICE DEONTOLOGICO dell’infermiere, che dichiara  le linee deontologiche del professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica, un manifesto democratico dell’agire professionale e che definisce i principi guida in cui si svolge il rapporto infermiere/assistito.

Molto interessante è stato il confronto con alcuni rappresentanti di Ordini e associazioni infermieristiche europee aderenti alla Fepi ( Federazione Europea Professioni Infermieristiche ) che rappresenta più di un milione di infermieri,  di cui la Federazione nazionale Collegi Ipasvi è stata fondatrice e che a tuttora ne ha la presidenza, confrontarsi con le loro esperienze è stato un valore aggiunto dato alla professione e al dibattito. 

Inoltre l’ inattesa partecipazione e l’ intervento del sottosegretario al Welfare on. Fazio ha posto le basi per gli ulteriori obiettivi che la professione vuole raggiungere, le principali tematiche portate alla platea  dal sottosegretario alla sanità sono state:

 

o       Entro l’anno gli organi di governo s’impegneranno per il passaggio da collegio ad ordine.

o       S’impegneranno a favorire la libera professione.

o       Revisione ed attuazione dei LEA e degli ECM.

o       Gestione dei posti letto non più dai clinici ma per intensità di cura nei  dipartimenti.

o       Passaggio dell’assistenza  e del suo baricentro dall’ospedale al territorio.

o       Si ipotizza di introdurre  l’infermiere di farmacia.

 

 

In ultimo, desidero ringraziare il Collegio IPASVI di Biella che ha organizzato il viaggio gratuito  in pullman  per la partecipazione al Congresso che mi ha permesso di vivere questa entusiasmante esperienza, e di aver avuto la conferma che fare l’infermiera è stata  la scelta giusta.

Consiglio ai colleghi che si sono  persi, si sentono  confusi, o ancora non ritrovano  nel loro  percorso professionale la vera essenza della professione, di partecipare al prossimo congresso della Federazione Ipasvi.

 

Michela Sperandio, Infermiera